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Marcia per la nostra salute

Il giorno dopo!

Ci piace chiamarlo così questo breve resoconto della marcia organizzata dalla sezione Penisola Sorrentina del Tribunale per i Diritti del Malato perché è proprio il giorno dopo quello che dà la possibilità di comprendere realmente gli effetti di quanto realizzato. Una marcia che abbiamo organizzato perché messi alle strette e certo non per far vedere alla gente la nostra “bella” faccia sfilare per le strade peninsulari; infatti, di dialoghi con chi preposto alla gestione sanitaria ne abbiamo avuti a sufficienza, lettere di denuncia ne abbiamo scritte a iosa senza mai ricevere un minimo riscontro, di promesse ne abbiamo ricevute allo sbafo; il tutto contornato da un altalena continuo di emendamenti al Piano Sanitario Ospedaliero che poi finalmente è stato approvato martedì scorso. Una grande giornata quella di martedì, quella della vigilia della nostra marcia; addirittura abbiamo avuto l’onore di una visita del Direttore Generale Dott. Gennaro D’Auria in Penisola Sorrentina, una visita che si è concretizzata in un incontro con i Sindaci dei Comuni peninsulari e con i giornalisti, una visita richiesta dal Sindaco di S.Agnello e durante la quale le promesse di un più che prossimo ripristino di una situazione di normalità nell’ambito del Presidio Ospedaliero Sorrento-Vico Equense, sono state date a iosa come sempre. Ma facciamo un passo indietro. Il 29 novembre, una delegazione del Tribunale per i Diritti del Malato e della Commissione Mista Consultiva e Partecipativa dell’ASL Na 5, insieme al Sindaco di Piano di Sorrento, delegato a rappresentare i tutti i Sindaci peninsulari, sono stati a colloquio con il manager aziendale a causa dello spauracchio creato dal Piano Ospedaliero che prevedeva il totale declassamento del Presidio Ospedalierio Sorrento-Vico Equense. In quella sede il Dott. D’Auria non solo ci disse che il pericolo di declassamento non c’era perché accorpando a noi l’Ospedale di Capri raggiungevamo un numero di posti letto sufficienti per continuare a rimanere un ospedale a tutti gli effetti, ma addirittura promise mari e monti per quel che riguarda l’arrivo di nuovo personale sanitario, l’avvio di una riqualificazione generale della struttura e via dicendo. Dopo quattro giorni arrivò la stangata: accorpamento della Divisione di Chirurgia con quella di Medicina e conseguente riduzione dei posti letto nell’Ospedale di Sorrento ed accorpamento della pediatria con la Divisione di Ostetricia nell’Ospedale di Vico Equense. Giustificazione ufficiale per queste drastiche ed improvvise decisioni fu la carenza di personale, una carenza annosa che mai fino ad oggi aveva determinato decisioni così drastiche e deleterie per quel che riguarda la qualità dell’assistenza sanitaria. La situazione che si creò fu caotica e fu tutta a danno dell’utenza. Di qui la risoluzione a passare all’organizzazione della marcia dato che le parole del Dott. D’Auria di qualche giorno prima, proferite anche dinanzi ad un’autorità istituzionale quale il Sindaco di Piano di Sorrento, erano state tutte disattese. La marcia fu organizzata in accordo con i Sindaci peninsulari che poi hanno tentato anche altre strade per risolvere la critica situazione, strade che noi appoggiamo senza ombra di dubbio e che hanno portato qui il Dott. D’Auria.

All’indomani di una manifestazione che abbiamo organizzato in pochi giorni e con impegno grande, possiamo dire che,anche se la partecipazione della gente non è stata un granchè, anche se i Sindaci non hanno partecipato tranne quello di Piano di Sorrento e quello di Sorrento che ha delegato l’Assessore Mario Mormone, comunque gli esiti non sono poi così macabri. I fatti direbbero il contrario in quanto la marcia, a differenza di quanto stabilito, a Meta è stata costretta a fermarsi ed a rinunciare all’intento di raggiungere Vico Equense a causa dell’esiguità delle persone che ancora seguivano la macchina con megafono che invitava a gran voce tutti a partecipare (quando siamo partiti da Sorrento eravamo un buon numero, a Piano eravamo dimezzati, a Meta eravamo quattro gatti); e questo è un dato di fatto dolente: la gente non si interessa del futuro della sanità, è passiva dinanzi a qualsiasi tipo di provvedimento ratificato dall’alto, non reagisce affatto e ritiene che debba andare così e basta. Ma sicuramente la nostra marcia è servita a smuovere le acque, ad avere il Dott. D’Auria sulla zona, a creare insomma un po’ di caos, a “gridare” alla popolazione la giusta informazione relativamente ai pericoli che sta correndo la Sanità nella nostra zona. Cambierà mai nulla? Il manager dell’ASL NA 5 manterrà le promesse fatte? Il compito futuro del Tribunale per i Diritti del malato sarà: vigilare, vigilare, vigilare e poi agire di conseguenza.

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